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Il Nostro Simbolo

 

Il nostro simbolo racchiude i principi e i fini dell’associazione ed è composto da un cerchio, da un’eptagramma e dal nodo di Salomone. Il cerchio è un simbolo "UNIVERSALE" e  rappresenta la perfezione, la compiutezza, l’unione. Esso, in quanto sprovvisto di angoli e di spigoli, simboleggia l’armonia, nonché lo spirito e l’immaterialità dell’anima.  All’interno del cerchio c’è un’ eptagramma che  simboleggia il Tutto. L’eptagramma è una stella a sette punte, il sette è il numero perfetto che unisce popoli e culture di tutto il mondo. L’importanza del numero sette nella cultura occidentale ha dunque radici antichissime, che affondano in diversi terreni. I pitagorici lo avevano eletto quale numero «perfetto» in quanto risultato della somma della due figure perfette: il triangolo, rappresentato dal numero tre, e il quadrato, esemplificato dal numero quattro. Nel corso della narrazione biblica il sette è sempre associato alla compiutezza, alla pienezza, sia essa spirituale o di un percorso di vita. Non a caso sono sette le virtù, sette i vizi capitali, sette i salmi penitenziari (il Levitico prescrive sette giorni di penitenza per ogni peccato), e ancora sette sono le richieste nella preghiera che rivolgiamo al Padre nostro. Il sette, insomma, per il cristiano, è il numero che racchiude l’intero corso della storia umana, dandole compiutezza e conferendole un orizzonte con un senso. All’interno dell’ eptagramma c’è il nodo di Salomone che è uno dei simboli più antichi della storia. Vi sono esemplari che risalgono addirittura all’epoca preistorica. Nella cultura cristiana esso è legato al simbolo stesso della fede, la Croce. Il nodo esprime l’idea del legame, inteso in senso positivo come forza benefica che unifica, rinforza, e protegge. Il nodo di Salomone,  è  un importante segno archetipo, che ingloba e riassume i significati del nodo (unione, pazienza), dell'intreccio "senza capo né coda" (mistero), della croce (Cristo; legame fra cielo e terra). E' infatti uno dei simboli più antichi e diffusi nell'iconografia occidentale, ma è presente anche nelle culture africane, mesoamericane e asiatiche. Nelle sue forme ondulate si possono intravedere riferimenti alle vibrazioni energetiche  o alle forze creatrici che sono associate all’acqua.  Infine, esso ha valore di protezione negli spazi delimitati da cornici intrecciate. In particolare, il cerchio o l’anello rappresentano la ciclicità unita alla perfezione, simbolo del Principio divino. La croce allude sia alla natura binaria e polare del cosmo, con sue forze opposte che si attraggono (braccio orizzontale e verticale) .

 La nascita del simbolo del nodo di Salomone

La prima vaga notizia sull’esistenza di un nodo detto di Salomone, risale a Dante, il quale ne fa cenno con Forese Donati. Non sappiamo se si tratti proprio del nostro nodo, ma dal tono della conversazione tra i due poeti sembra esservi un riferimento implicito al nodo di Salomone. Il simbolo è, quindi legato alla figura del re Salomone. Questi, figlio di Davide e re d’Israele nel periodo della sua massima grandezza, è una della figure centrali della Bibbia e della storia di Israele. Si narra che egli abbia ricevuto direttamente da Dio la capacità di discernere il bene dal male. A lui viene attribuita l’edificazione del famoso tempio che da lui prende il nome e nel quale era custodita l’arca dell’alleanza, simbolo del patto fra l’uomo e Dio. La cultura popolare gli conferì nel Medioevo il nome di Salomone a conferma del legame di questo segno con la Sapienza divina.

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